Gilberto Burberi A dieci anni ho incontrato la musica ubbidendo al desiderio di mio padre, musicista di banda, che mi indirizzò allo studio del violino ma senza entusiasmo da parte mia. Quello studio, mal seguito e presto abbandonato mi ha permesso comunque di “prendere in mano” la fisarmonica di mio padre e di imparare a suonarla fino ad essere in grado di allietare feste da ballo, suonando sia da solo che in compagnia di altri musicisti. Quel periodo durò sei anni, spensierati. Nonostante la guerra, anche in quel triste e disgraziato momento, in Ossola si cantava, si ballava e si suonava. A diciott’anni ho avuto la fortuna di incontrare la prima persona importante della mia vita: Ilario Miserocchi. Questo grande uomo ha dato un’ impronta seria alla mia conoscenza della musica. L’ho incontrato giocando a ping pong, gli ho raccontato un po’ di me e lui cosa ha fatto? Mi ha messo in mano il metodo Bona, un libro per il solfeggio, me ne ha spiegato l’ importanza e così, seguendo il suo consiglio, l’ho studiato e imparato a memoria… in soli tre mesi. Impressionato dalla mia volontà mi ha consegnato un sassofono contralto promettendomi un posto nella sua orchestra. Studiando otto ore al giorno, dopo sei mesi, ero pronto per entrare nell’ Orchestra Ilario: lui poi pretese che imparassi anche il clarino. Così è cominciato quel lungo periodo di collaborazione e di grandi soddisfazioni con Lui, Mafalda, Giulio, Scacchetti, Oneglio, con Nino Carulli (di cui non ho più notizie da lungo tempo) e Nando Fantini, che ho poi sostituito al tenore e alla fisarmonica. L’ amicizia, i successi e le soddisfazioni che ci dava il pubblico non ci faceva sentire la fatica: la musica è bella e magica! Suonavamo tutti i sabati e le domeniche e vincemmo anche ” La Bacchetta d’ Oro”, un concorso tra Orchestre della provincia, nel 1953. Era troppo bello e non poteva durare infatti una noiosa malattia mi fece dire “basta”; diedi i miei strumenti ad Oneglio tranne la fisarmonica che ho ancora, era il 1956. Lavoravo in un’ industria locale e qui incontrai la seconda grande persona della mia vita. Mi fece amare gli studi tecnici, con buoni risultati, fino alla Laurea che ottenni al Politecnico di Milano nel 1981. Tralascio il racconto delle giornate passate in grande allegria, con i compagni di lavoro e le loro famiglie, mangiando, bevendo e naturalmente suonando la fisarmonica. Nel 1982 Giuliano Crivelli mi invogliò all’ acquisto di un sassofono tenore e di un clarino. É così che ripresi a suonare, dopo quasi trent’ anni. Con “L’ Insieme Musicale Ossolano“ prima e con un complesso Dixieland poi, con buoni risultati e con profitto personale, per quanto riguarda la mia improvvisazione, affiancandomi e confrontandomi anche con musicisti di grido, ospitati di volta in volta. Ora sono qui, superati gli ottanta anni, a dirigere “ il Dixiotto” e mi diverto ancora e più di allora! Un caro saluto a Tutti, vi ringrazio per questo incontro Gilberto Burberi